Nel 2015 Italia e Croazia hanno visto aumentare il numero di pernottamenti di turisti stranieri rispettivamente di 4 milioni e 4 milioni e mezzo rispetto all’anno precedente (fonte eurostat).

Un Paese grande un sesto dell’Italia e con una popolazione dodici volte più piccola ha ricevuto un incremento di viaggiatori stranieri maggiore del nostro !!!

In percentuale i croati sono cresciuti del 7,6% rispetto all’anno prima. Noi del 2,1%, pur in una congiuntura eccezionale dovuta alla crisi dei Paesi nordafricani. Uno dei più bassi in Europa dove la media è del +3,5%.

Il successo ovviamente dipende da tanti fattori, primo dei quali il prezzo più basso e un’accoglienza migliore, e non certo dal fatto che ci siano o meno le trivelle.

Ma è importante capire perché, lo scorso gennaio, la Croazia ha scelto la strada della moratoria per le trivellazioni petrolifere: perché sono un rischio per il turismo che funziona.

Hanno scelto di mostrare chiaramente verso quale futuro vogliono andare, verso quale economia occupazionale indirizzare lo sviluppo del proprio Paese.

Io il 17 aprile voterò si al referendum e ci andrò proprio per tutelare non solo l’ambiente, ma anche il futuro dei nostri figli. Voi guardate pure la televisione lamentandovi che non c’è lavoro.

PS qualcuno non ha capito il senso logico delle due cose: non c’è un ottimo turismo in Croazia perché hanno fatto la moratoria sulle trivellazioni (impossibile peraltro visto che è recentissima) ma non ci saranno più trivelle perché c’è un ottimo turismo. Spero sia chiaro adesso il senso logico dell’affermazione.

Commenti

commenti