Sono sempre stato critico ed anche ipercritico su ENIT e sue gestioni.

Ieri però, alla presentazione del piano triennale sul turismo, ho sentito parole nuove, quelle giuste, quelle in linea con il tempo presente.

Ok – direte – a parlare sono bravi tutti.

E invece no, perfino a parlare siamo indietro anni luce, e te ne rendi conto quando, ad incontri e convegni, ascolti interventi intrisi di retorica, banalità, demagogia ed ignoranza. Per cui già ad iniziare con le parole giuste siamo un passettino avanti.

Ho sentito parlare di apertura alla rete per scegliere simboli e nomi, di cluster, di turismo minore da identificare anche nel centro di Roma (nello specifico le terme di Diocleziano che nessuno visita). Era ora.

Adesso tocca a loro dimostrare che alle parole corrispondono i fatti.

Certo, avere messo in mano una direzione digitale a Roberta Milano significa mettersi in pancia una competenza di altissimo livello che non farà sconti a nessuno. E anche questo è un bel segnale. Un ottimo segnale. Finalmente i migliori vengono messi al vertice, lì dove si decide. Perché le conseguenze poi contagiano tutti.

Per cui aspettiamo a vedere cosa succederà, perché il tempo dei fatti deve seguire a quello delle parole, ma almeno i concetti sono quelli che da tempo, almeno io, aspettavo di sentire.

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