Vi dice qualcosa il nome di Angelo Vassallo? È il nome del sindaco di Pollica, nel parco del Cilento, una delle aree più belle della Campania, che per anni ha lottato per difendere la bellezza del proprio territorio contro l’abusivismo, contro le speculazioni, contro lo stupro dell’uomo. E proprio per questo è stato ucciso. Sei anni fa. Il cinque settembre. Oggi.

Il “sindaco pescatore” aveva capito tutto con tanti anni di anticipo rispetto al resto di un popolo, quello italiano, ancora distante da una coscienza radicata nella tutela del territorio, del paesaggio, dell’identità.
Il sindaco Angelo Vassallo emetteva ordinanze che prevedevano multe da mille euro per chi gettava sigarette per terra. Sanzioni durissime per cambiare strada, per cambiare mentalità, per insegnare il rispetto prima e l’amore poi per la nostra terra. Quanti amministratori ne seguono l’esempio? Quanti italiani ne rispettano la memoria?
Angelo Vassallo chiese e ottenne il riconoscimento della Dieta Mediterranea tra i beni immateriali protetti dall’UNESCO. E oggi il mondo osserva con attenzione a questo piccolo centro di qualità dove il cibo si sposa con la salute e il benessere.
Angelo Vassallo era chiamato il sindaco pescatore perché da quel mondo veniva, un mondo di rispetto ed equilibri delicati. E quando si candidò per il quarto mandato venne eletto con il 100% dei voti. A lui i cittadini affidavano con fiducia la propria terra, come un bene prezioso che sarebbe stato difeso.

“Noi dobbiamo fare le cose che non si vedono, quelle che non portano voti subito, non perdiamo tempo dietro a piazze e spettacoli. Noi dobbiamo prima costruire le fogne e tenere il mare pulito”

Questo e tanto altro era Angelo Vassallo.

Per me è una forte emozione essere stato invitato a parlare di bellezza, di identità, di futuro; proprio qui, proprio oggi. Accolto da Stefano Pisani, l’attuale sindaco che continua l’impegno e l’opera dell’amico Angelo. Continua a lottare perché la coscienza della bellezza diventi diffusa nel DNA di noi italiani.
È un onore che chiude la pancia e la gola ma apre il cuore. Perché qui, più che in qualsiasi altro luogo, capisci che non c’è spazio per la retorica ma solo per l’impegno concreto e fattuale. Essere qui stasera per me significa che c’è ancora tanto da fare ma che la strada è giusta. Per me significa davvero tanto. Più di qualsiasi riconoscimento.
Farò in modo di esserne degno. Così come lo devono essere i cittadini di Pollica guidati dal loro sindaco. Così come lo devono essere tutti i cittadini italiani. Degni di Angelo Vassallo, Peppino Impastato, don Peppe Diana e tanti altri.

La memoria dei giusti ha questo potere: può invadere la coscienza e indirizzare ogni giorno la barra dei nostri passi. Se glielo permettiamo

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